mercoledì 10 giugno 2015

Riporto Genovese: come si fa


realizzati dall'Associazione De Fabula (Rosalba Niccoli)
Il ricamo a riporto, consiste nell'applicazione di pezzi di tessuto su un fondo, ritagliati a seconda del disegno desiderato. Si devono eseguire due operazioni separate: la prima, preparare un disegno su carta che consentirà il taglio delle parti in stoffa evitando sprechi. La seconda, l'applicazione delle varie parti sul tessuto di fondo, avendo cura di spalmare la colla sul retro (specie sui bordi in modo da evitare sfilacciature) ed assicurandole con filze. Si fissa poi un cordoncino di rifinitura detto "cordoncino parigino" che oltre a contornare il disegno, sottolinea anche le parti interne, quali nervature, foglie ed altri particolari.

Spiegazioni e disegni per realizzare un cuscino sono state pubblicate su Ricamo Italiano n. 55, maggio 2009, pg.25, stella 5 "Bandera e Riporto". 


NOTA Testo redatto da da Rosalba Niccoli (Associazione De Fabula) , precedentemente pubblicato su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.

sabato 30 maggio 2015

Cavandoli


da Il Quadrifoglio
Il “Bricco” ed il “Cavandoli”: storie parallele di due tecniche che con discrezione furono inventate, con discrezione si svilupparono e con discrezione scomparvero. In pochi sanno della loro esistenza ed è un peccato perché entrambe hanno le caratteristiche necessarie per entrare a far parte del lungo elenco di tecniche italiane ma hanno anche una cosa in più di altre: la storia. Infatti si sa esattamente dove,come, quando e perché furono create ed è con una punta di orgoglio che posso affermare che è grazie ad una mia appassionata ed appassionante ricerca che sono state riscoperte.

Il “Cavandoli” è un tessuto che si ottiene annodando con le mani fili di due colori contrastanti: l’alternarsi di due semplici nodi fa sì che si crei il fondo di un colore ed il soggetto di un altro. Il “Cavandoli” nacque a Torino nella seconda decade del 1900 presso l’Istituto “Casa del Sole”, fondato per accogliere i figli sani di genitori ammalati di tubercolosi. La direttrice dell’istituto, Signorina Valentina Cavandoli, oltre a preoccuparsi dell’istruzione dei piccoli ospiti, organizzava attività educative e ricreative: tra questa c’era la creazione di piccoli oggetti quali segnalibri, copriscatole, copertine per libri ecc. lavorati a Cavandoli che venivano venduti durante mercatini stagionali ed il ricavato veniva versato sui libretti di risparmio dei bambini stessi. Fu la II° guerra mondiale a determinare la chiusura della “Casa del Sole” e quindi la fine di tutte le attività che ivi si svolgevano. Valentina visse molti ancora anni ma il “Cavandoli” non fu più praticato a fini divulgativi e quindi venne dimenticato.

Bibliografia
  • "La Casa del Sole - Un esperimento educativo sui bambini del popolo" di Paola Carrara Lombroso - estratto dal bollettino "Maternità ed infanzia"-anno II n° 9. Editore Stabilimento Tipografico Riccardo Garroni Roma 1927 e Officina Tipografica Elzeviriana Torino 1930.
  • L'opre leggiadre-I lavori femminili nelle regioni italiane, Lucia Petrali Castaldi. Antonio Vallardi Editore Milano 1940.
  • Mani d'oro, AA.VV. Fratelli Fabbri Editori 1966.
  • Manuale del Cucito e del Ricamo, AA.VV. Edizione Cucirini Cantoni Coats Milano.
  • Ricami Italiani antichi e moderni, Elisa Ricci. Editore Felice Le Monnier Firenze 1925. 
Libri

NOTA Testo redatto da Gisella Tamagno (promotrice e coordinatrice del Circolo di Ricami dell'Associazione Culturale "Il Quadrifoglio"), precedentemente pubblicato su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.

mercoledì 20 maggio 2015

Ciclamino. Oggetti a Punto Antico

Piccolo libro color ciclamino.
Diverso nel formato (21 cm x 24 cm) e nel colore dagli altri libri sul Punto Antico di Bruna Gubbini ma simile nelle spiegazioni chiaramente illustrate con schemi e fotografie. Diverso anche nei lavori proposti, tutti rigorosamente color ciclamino, possono essere ricamati “in un weekend, per sopportare un giorno di pioggia, per creare un regalo non banale o per dimostrare quanto siamo brave". Non troverete quindi lavori come tende, lenzuola, tovaglie, centri, paralumi...bensì nappine, busta porta fazzoletti, portatovaglioli, porta aghi, bomboniere. Le scuole dei punti sono essenziali ma se siete già esperte o avete gli altri libri della serie, non troverete difficoltà nel ricamare i meravigliosi oggetti proposti.
Provare per credere!
Testo in italiano e inglese.

Ciclamino. Oggetti a Punto Antico. Bruna Gubbini, 2010, Edizioni Punto Antico

domenica 10 maggio 2015

Punto Parma


da parchidelducato.it
Il Punto Parma riproduce, con effetti di cordone e passamaneria, i bassorilievi dei monumenti romanici della città, in particolare il Duomo e il battistero. 
Fu ideato negli anni venti del XX secolo da Bianca Bonfigli Bignotti, presidente del "Patronato dei lavori femminili" di Parma, per raggiungere lo scopo della riforma dell'ordinamento della scuola del ministro Gentile, di ispirarsi ai lavori artistici della regione per l'insegnamento del lavoro femminile nelle scuole italiane. Con la collaborazione d'Irma Lanza Balestrieri, che curò l'insegnamento teorico-pratico della tecnica, e di Leone Carmignani, giovane disegnatore, pubblicò nel 1925, un albo di disegni "Motivi ornamentali dei nostri monumenti, studiati per l'applicazione al ricamo".
Negli anni a seguire, alcune scuole e laboratori di Parma fecero fiorire il punto Parma ma dopo la seconda guerra mondiale, si persero le tracce del Patronato ma in alcuni libri e manuali pubblicati successivamente il Punto Parma viene ancora descritto.
I lavori eseguiti con questa tecnica erano comunemente legati ad oggetti d'arredo, come cuscini, coperte o paramenti liturgici. Si esegue su tela greggia o grigio-chiaro di lino grossa e robusta con filati grossi di cotone ritorto avorio: la base di lavoro è composta dal punto catenella, punto smerlo e da altri particolari a punto nodi, mezzo punto e punto erba. Tutti punti adatti ad imitare l’effetto a rilievo del lavoro.

Bibliografia
  • Banzola M. O., Ricami d'arte a Parma proposti nel 1925 dal "Patronato dei lavori femminili parmensi", in "Malacoda: bimestrale di varia umanità", N° 40 (gennaio- febbraio 1992) pp.41-47, Tecnografica, Parma.
  • Morelli, Lidia, Mani alacri: libro di lavori femminili. Torino - 1933. 
  • Morelli, Lidia, Il punto di Parma, in "La casa bella", giugno 1930, pp.50-54. 
  • Ricami d’Italia, editori S. Lattes & C., Torino, 1931.
Libri

giovedì 30 aprile 2015

Riporto genovese


realizzato dall'Associazione De Fabula (Lidia Gatto)
Il riporto genovese è un ricamo per applicazione molto praticato nella città ligure tra il XVI e XVIII secolo. Secondo testimonianze settecentesche era già in uso in epoca romana.
Uno degli esempi più antichi di riporto, databile verso la fine del Cinquecento (Collezione di Palazzo Spinola, Genova) è rappresentato da un fondo in raso giallo su quale sono applicati riporti in taffetà rosso da cui si diramano foglie ed infiorescenze in raso verde, bianco e azzurro. Databile verso la metà del Seicento, altri teli con applicazioni in velluto, caratterizzate da una dominante cromatica, a volte azzurra,altre rossa su disegni di foglie d'acanto che si allargano in ampie volute. Il tessuto di fondo più usato nel Seicento è quello in colore giallo. Questo tipo di ricamo era in prevalenza usato su tessili destinati all'arredo liturgico. Con il XVIII secolo, i ricami a riporto ebbero un ruolo da protagonista nel decoro delle portiere, presenti nei più importanti palazzi aristocratici e riportanti spesso decori con la stemma di famiglia. Tipici di questo periodo sono le applicazioni con sete variopinte.

L'associazione De Fabula, Giaveno Ricama, la scuola Ricami e Legami e l'associazione Fili di Luna di Sarzana (SP) stanno collaborando ad una studio sul riporto genovese ed il ricamo Bandera.

realizzato dall'Associazione De Fabula (Matilde De Benedetti)

Bibliografia e libri
  • G.Morazzoni "Ricami genovesi" Milano 1952.
  • N. Rothstein "Silk Designs in Eighteen Century" Londra 1990.
  • M. Cataldi Gallo "Tessuti" Genova 1999.
  • M. Castaldi Gallo "Uniformità di decori e armonia di colori: i tessili nell'arredo seicentesco, in Genova nell'età barocca." Bologna 1992.
  • Filo, Ricamo, Nodi e Colore - L'origine dei punti - curato dalla Provincia di Udine.
NOTA Testo redatto da da Rosalba Niccoli (Associazione De Fabula) , precedentemente pubblicato su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.